Come trovare la propria passione: il mio percorso nel digitale dal 2008 ad oggi

È da parecchio tempo che non scrivo sul mio blog.

Ricordo ancora quando, esattamente un anno fa, mi sono detta:

Basta, sono stufa di rimandare. Quest’anno voglio assolutamente iniziare il mio blog personale.

Questo dopo anni di preoccupazioni, di progetti intrapresi e mai conclusi perché…

Chissà cosa penseranno gli altri di me.

Ma questo ve l’ho già raccontato in altri articoli.

Così, dopo aver avviato ufficialmente il blog e pubblicato una manciata di articoli, mi son detta perché non fare ancora di più?

Così mi sono decisa ad iniziare a fare video. E ho aperto il mio canale su YouTube.

Ecco, un altro sogno di bambina realizzato (avevo 11 anni quando scoprii i primi video di Willwoosh e ClioMakeup su YouTube e mi innamorai della piattaforma).

Ma quanto sarebbe durato tutto questo? E a cosa avrebbe portato?

Essere un Millennial con la passione per il digitale oggi può sembrare molto facile, eppure fino a un anno fa – e ancora oggi – non lo è affatto.

Viviamo in un’epoca di profondo cambiamento dei mercati, del mondo del lavoro, dei valori della società.

Siamo cresciuti in famiglie che per noi hanno sempre sognato una stabilità e una professione che oggi, purtroppo o per fortuna, non esistono o non rendono più come una volta.

Siamo cresciuti pensando che la laurea ci avrebbe aperto le porte delle aziende, per poi ritrovarci in un mercato estremamente competitivo e difficile.  

Fortunatamente il computer in casa mia è arrivato presto, così come la curiosità di iniziare a digitare, cliccare ed esplorare il mondo di Internet, senza avere la minima idea di che cosa si trattasse e delle sue potenzialità.

Grazie a Nibol per il bellissimo scatto

A 11 anni ho iniziato a scrivere le prime righe di HTML.

A 13 ho scoperto, aperto e chiuso – questo per molti anni – i primi blog con MSN, Myspace, Splinder e Blogger. (Chi se le ricorda tutte queste piattaforme?)

A 14 ho fatto le prime prove su YouTube (eliminate dalla faccia della terra nel giro di pochi giorni).

A 16 anni ho aperto e gestito le prime pagine Facebook (all’epoca andavano di moda lunghi post adolescenziali corredati da foto che di lì a poco sarebbero diventate molto Tumblr).

A 18 anni ho iniziato a scrivere seriamente per alcuni siti e web magazine italiani e mi sono divertita a lanciare alcune community su Instagram.

E a 22 – correva l’anno 2018 – finalmente sì, ho deciso di continuare a giocare con il web, ma di rendere il gioco sempre più serio.  

E al tempo stesso ho deciso che quella – non ancora esattamente ben definita – sarebbe diventata la mia professione.

Nel mezzo di tutto questo percorso ovviamente non ho potuto evitare di imbattermi e mettermi alla prova in diverse attività sul web: blog, community, LinkedIn, corsi online, podcast…

Tutti questi “incontri” digitali e molto altro mi hanno portato a costruire le fondamenta della mia conoscenza del digitale, facendomi capire – dopo parecchi anni – che tutti quei pomeriggi trascorsi in esplorazione davanti allo schermo del computer erano solo l’inizio di una grande passione per un mondo che persone, aziende e università ancora non comprendevano.

Probabilmente alcuni di voi penseranno che io sia stata poco lungimirante e strategica in questa decina di anni trascorsi su Internet.

Forse se avessi colto più tempestivamente alcune opportunità, oggi sarei molto più avanti nel mio percorso digitale.

Su questo effettivamente non posso dare torto a nessuno.

Ma anche oggi, ripercorrendo tutta questa avventura – dalle prime scoperte fino ad oggi – mi rendo conto che questa sia stata tutt’altro che lineare.

Appassionarsi di Internet in anni in cui navigare sul web veniva considerata una perdita di tempo tale al giocare ai videogiochi (poi anche quello è diventato un business monetizzabile, come ci insegna la nicchia del gaming) non è stato facile.

Ricordo ancora le lunghe ore trascorse di nascosto al computer, quando invece che navigare tra blog, tutorial e corsi online avrei dovuto tradurre le versioni di greco e latino per l’interrogazione del giorno dopo.

Ricordo il senso di colpa e di responsabilità quando una verifica andava peggio del solito perché invece che ripassare per l’ultima volta avevo preferito scrivere un articolo o testare un nuovo template e i miei genitori continuavano a ripetermi:

Stai solo perdendo il tuo tempo in sciocchezze, concentrati sulle cose importanti.

In quegli anni né io né loro sapevamo quale valore dare a quelle sciocchezze.

Per me si trattava di passione e divertimento, ma nata e cresciuta in una famiglia di lavoratori “tradizionali” e in un contesto sociale in cui tutti si preparavano all’università e ad una carriera sicura in azienda, nemmeno io ero riuscita a cogliere tutto il potenziale di quel mondo e delle competenze che piano piano – e da sola – mi stavo costruendo.

Rimpiango questa scarsa lungimiranza?

L’ho fatto, fino a poco tempo fa. Tutti sembravano essere stati più furbi, veloci e bravi di me, ormai era troppo tardi.

Poi mi sono stufata di pensare ed ho iniziato ad agire.

In un solo anno ho preso tutto il mio zaino di competenze digitali acquisite più o meno consapevolmente fino a quel momento e mi sono decisa ad applicarle e concretizzarle, prima con progetti personali e poi sul mondo del lavoro.

Senza paura di espormi, senza paura di fare personal branding, senza paura di condividere il mio percorso con gli altri, raccontare le mie esperienze in tutta trasparenza e trasformare gli incontri digitali in veri e propri meetup offline.

Da quando ho intrapreso questa svolta, tutto ha iniziato ad avere perfettamente senso.

Anche se è stato difficile superare la timidezza ed iniziare a fare video, nel giro di poche settimane e pochi mesi ho ricevuto il supporto di chi ha iniziato a seguire le mie avventure nel digitale e nella vita.

Anche se è stato difficile capire quale percorso professionale intraprendere dopo gli studi, ascoltando le mie passioni ho trovato la mia strada nel mondo delle startup e, per l’appunto, del digitale.

Anche se è stato difficile far capire a genitori e famiglia che cosa volessi esattamente fare nella mia vita, anche loro quest’anno hanno colto il valore delle mie esperienze e il senso delle mie scelte.

E anche loro oggi supportano il mio percorso in contesti “più innovativi e meno stabili” come il mondo delle startup… e seguono le mie avventure sul mio canale YouTube 😉 

Vivere, affrontare e dare un senso a tutto questo non è stato facile.

Siamo nati in un’epoca di cambiamento, senza alcun libretto delle istruzioni.

Abbiamo costruito le nostre competenze a suon di tutorial, test di strategie e corsi online.

Solo in questi ultimi tempi ci siamo resi conto della preziosità delle nostre ore trascorse sul web come esploratori digitali.

Scrivo tutto questo perché, per quanto una parte di me continuerà sempre a biasimare la me 16enne poco lungimirante e poco strategica nelle sue scelte di digital marketing e personal branding (quando sapevo a malapena di che cosa si trattasse), durante quest’anno ho incontrato giovani di tutte le età, persone che come me, chi prima chi dopo, si sono avvicinate al mondo del digitale con tanta curiosità e tanti dubbi.

Perché in Italia la cultura del digitale sta nascendo proprio adesso.

E ci si sente un po’ tutti pionieri e un po’ tutti compagni di avventura mentre le prime community di marketers e imprenditori digitali iniziano a costruire basi solide e a diventare molto più che semplici forum di confronto online.

E sentirsi parte di tutto questo è una sensazione e un’esperienza bellissima.

Ricordi del Marketers World, l’evento della più grande community italiana di imprenditori e marketers digitali

Ci sentiamo sempre troppo poco competenti o troppo poco “professionisti” per esprimerci e metterci in gioco in prima persona, ma la verità di questo settore è che chiunque con un computer o smartphone e una connessione può intraprendere il suo percorso e costruire da sé la sua esperienza.

Chiunque può iniziare a testare strategie di advertising, di content creation, di community management, personal branding e molto altro.

A volte basta anche un solo strumento come LinkedIn (Riccardo Secco) o Facebook (Marco Montemagno) o un blog (Dario Vignali) per far nascere progetti e community che fino a qualche anno fa sembravano un semplice passatempo e che oggi si sono trasformate in spazi di aggregazione e formazione, fattori di successo per diversi business e veri e propri movimenti online e offline.

È arrivato il momento storico in cui non ci sono davvero più scuse, chiunque può trovare su Google come aprire un sito web o girare un video di qualità e iniziare a sperimentare, superando qualsiasi paura o complesso di inferiorità.

Perché sì, il percorso è quello.

Informarsi, sperimentare, implementare e condividere.

Non c’è nulla di più bello di un percorso che inizia in solitaria, seduti alla scrivania della propria stanza, e si arricchisce con scambi e condivisioni della propria esperienza, online e offline.

Il 2018 è stato l’anno in cui mi sono avvicinata al mondo del lavoro, mi sono messa in gioco in prima persona e ho incontrato persone che condividono le mie stesse passioni.

Questo mi ha permesso di mettere insieme i pezzi, di collegare i punti del mio – spesso inconsapevole – percorso digitale di questi anni.

Quest’anno mi sono finalmente lasciata alle spalle le preoccupazioni per iniziare e… ho semplicemente iniziato!

E nel 2019 non mi fermerò. Continuerò il mio percorso di crescita nel digitale, cercando di diventare parte sempre più attiva di questo mondo e mettendomi alla prova con la creazione di contenuti sul blog, sul mio canale YouTube e sulle piattaforme social, oltre ad intensificare la partecipazione ad eventi e incontri offline.

Inizierò una nuova avventura professionale come Community Manager in startup – ovviamente vi racconterò meglio nel mese di gennaio – e continuerò a condividere il mio percorso e le mie esperienze in questo settore.

Ho cercato di riassumere il più possibile gli insegnamenti professionali di questo incredibile anno – anzi in totale direi 10 anni! – senza approfondire troppo tutti gli altri importanti avvenimenti della mia vita personale (il trasferimento a Milano, la convivenza…) ma se siete curiosi di questo ve ne parlo meglio nel video qui sotto!

Vi ringrazio molto per la lettura di questo articolo e vi invito a scrivermi nei commenti o via email per qualsiasi domanda o curiosità.

A presto con nuovi articoli e video e un grande augurio di buone feste a tutti voi!

Un abbraccio,
Fede

1 commento su “Come trovare la propria passione: il mio percorso nel digitale dal 2008 ad oggi”

  1. Pingback: Come e perché fare Personal Branding nel 2019

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