Fatturazione Elettronica per il Regime Forfettario: come funziona?

Guarda il video “Fatturazione Elettronica per Forfettari: come fare?”

Dal 1 luglio 2022 arriva un’importante novità per chi è in regime forfettario: cioè l’obbligo di emettere fatture elettroniche.

E dato che parliamo spesso di partita IVA e di regime forfettario sulla base della mia esperienza personale e anche della partnership duratura con il team di Fiscozen*, in questo articolo racchiudiamo tutto quello che c’è da sapere e da fare per adeguarsi al nuovo obbligo di fatturazione elettronica per i regimi forfettari.

Abbiamo già parlato a lungo delle caratteristiche del Regime Forfettario, in particolare in questo video che, se non hai ancora visto, ti invito a recuperare!

Parliamo quindi della Fatturazione Elettronica associata al Regime Forfettario.

Partiamo dalle basi: la fatturazione elettronica arriva in Italia nel 2019 diventando obbligatoria per aziende, professionisti in regime ordinario e semplificato e per chiunque lavorasse con la pubblica amministrazione.

Quindi, dal 2019, tutti i professionisti in ordinario e semplificato hanno iniziato a fare fatture elettroniche nei confronti di qualsiasi tipo di cliente, mentre i forfettari hanno potuto continuare a fare fatture cartacee o digitali (cioè in PDF) a tutti i loro clienti tranne a quelli appartenenti alla Pubblica Amministrazione che, appunto, per motivi di tracciabilità, richiedeva la fattura elettronica anche ai forfettari.

Dal 1 luglio però le cose cambieranno, infatti la fatturazione elettronica diventerà obbligatoria anche per i forfettari, indipendentemente dalla loro tipologia di cliente. 

Ci sono delle eccezioni all’obbligo della Fattura Elettronica?

Sì, e sono i professionisti in regime forfettario che hanno ricavi o compensi annui inferiori a 25.000€ e che quindi potranno continuare a mettere fatture cartacee o in PDF fino al 2024. 

Per tutti gli altri però diventerà obbligatorio quindi vediamo che cos’è esattamente la fatturazione elettronica e come farla per adeguarsi in tempo a quest’obbligo!

La fattura elettronica è molto simile alla fattura “classica cartacea” con l’aggiunta però di un codice SDI (detto anche codice destinatario) che è composto da sette cifre e che rappresenta l’indirizzo telematico a cui la fattura deve essere recapitata.

Nella fattura elettronica quindi, così come accadeva nella “cartacea”, devono apparire obbligatoriamente i seguenti campi:

  • Soggetto che emette la fattura
  • Destinatario della fattura
  • Elementi che riguardano il contenuto della prestazione (ad esempio descrizione, prezzo…)
  • E il codice SDI o destinatario

La fattura elettronica quindi, una volta emessa, verrà trasmessa per via telematica al cliente grazie al codice SDI e passando attraverso i controlli del sistema d’interscambio dell’Agenzia delle Entrate.

Per comodità, si affiancherà alla fattura elettronica, una“copia di cortesia” della fattura in formato PDF, spedita tramite email al proprio cliente, che semplicemente anticipa il ricevimento del formato elettronico obbligatorio.

Quindi come si emette concretamente una Fattura Elettronica? 

Di metodi in realtà ce ne sono diversi:

  1. Online tramite la sezione del sito dell’Agenzia delle Entrate chiamata “fatture e corrispettivi”;
  2. Con il software scaricabile su PC messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate, per la creazione delle fatture elettroniche ed invio tramite PEC;
  3. Utilizzando un software o un servizio online in commercio che offre la possibilità di creare fatture elettroniche, come ad esempio Fiscozen.

I primi due metodi sono messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate e perciò sono gratuiti. Sta a te e in accordo con il tuo commercialista capire se ti è sufficiente l’utilizzo di uno di questi due semplici strumenti dell’Agenzia delle Entrate o se hai bisogno di affidarti ad un tool a pagamento ma più completo.

Infatti scegliendo un software o servizio online a pagamento, nella maggior parte dei casi potrai accedere ad una rete di servizi più completa che, oltre a permettere di fare e ricevere fatture elettroniche (così come accade con i tool dell’Agenzia delle Entrate), comprende ad esempio la gestione della partita IVA, il calcolo delle tasse, la stesura delle dichiarazioni, consulenza fiscale  così via… 

Ovviamente dipende dal tipo di servizio e dal tipo di abbonamento, io cito in particolare Fiscozen* che offre un pacchetto completo di gestione della partita IVA e ne parlo sempre volentieri sia perché sono una loro cliente soddisfatta dal 2019 sia perché sono il partner con cui ormai dal 2020 porto sul canale YouTube e sul web questi contenuti relativi alla partita IVA. Se ancora non lo conosci come servizio e ti piacerebbe valutarlo, ne avevo parlato in modo approfondito in questo video recensione completa di Fiscozen.

Quindi indipendentemente dal fatto che per le tue fatture elettroniche tu decida di usare servizi gratuiti o servizi a pagamento, dovrai comunque tenere a mente alcune regole per la corretta emissione di una fattura elettronica.

Regole della Fatturazione Elettronica

  • La fattura elettronica infatti deve essere creata, emessa e quindi inviata telematicamente entro 12 giorni dalla data di emissione presente sul documento, ovvero la data dell’operazione di vendita di un bene o della prestazione del servizio a cui fa riferimento la fattura.
  • Il calcolo dei 12 giorni, viene effettuato sui giorni di calendario e non sui giorni lavorativi e rappresenta quindi una “scadenza” entro la quale bisogna per forza inviare la fattura dopo aver eseguito la prestazione professionale. Questa scadenza viene mantenuta anche nel caso in cui la scadenza ricorra in un giorno festivo, quindi fai attenzione e tieni sempre controllato il calendario!

(Nel tutorial pratico presente in questo video potrai vedere un esempio reale di Fattura Elettronica emessa tramite Fiscozen!)

Insomma come puoi notare in realtà gli accorgimenti per la fatturazione elettronica non sono poi molti: si tratta di scegliere il giusto strumento, reperire il codice SDI dal nostro cliente e inviare la fattura entro dei tempi precisi. 

Spero che tramite questo articolo ti sia ancora più chiaro come gestire la fatturazione elettronica se sei in regime forfettario e, come me, stai passando a questa nuova modalità. E soprattutto spero di averti tolto alcuni dubbi e preoccupazioni!

I vantaggi della Fatturazione Elettronica

Nel 2019 infatti l’arrivo della fatturazione elettronica ha suscitato diverse polemiche e preoccupazioni, ma in realtà i vantaggi della sua introduzione sono molti e nobili, ad esempio: 

  • C’è un effettivo risparmio di carta, di documenti stampati, quindi un minore impatto ambientale.
  • Archiviarle diventa più facile dato che sono in forma digitale e non impilate in cassetti o librerie.
  • Le transazioni diventano più tracciabili e quindi la gestione contabile della propria partita IVA risulta più semplice e, ovviamente, diventa più difficile evadere, cosa che come ben sappiamo, rappresenta un grande problema da combattere e risolvere nella nostra società.

Domande Frequenti sulla Fatturazione Elettronica

Allego a questo articolo alcune domande frequenti arrivate dalla community riguardo alla fatturazione elettronica:

Il limite di ricavi e compensi di 25.000€ che permette di non avere obbligo di Fatturazione Elettronica, si riferisce all’anno precedente?

Esatto, chi nell’anno precedente non ha superato i 25.000€ in ricavi e compensi tramite la propria p.iva, non ha obbligo di fatturazione elettronica fino al 2024

La fatturazione elettronica è obbligatoria anche per chi ha aperto partita iva nel 2022?

No, per chi ha aperto partita iva nel 2022, l’obbligo sarà rimandato al 2024. Ma potrai comunque decidere di usarla se valuterai questo metodo più comodo per la tua attività! Anche perché si andrà sempre di più in questa direzione.

Quale codice SDI usare se il nostro cliente è estero?

Il codice destinatario da utilizzare per emettere fattura elettronica ad un cliente estero è XXXXXXX (cioè 7 volte la lettera X).

Se emetto una fattura elettronica ma il mio cliente non mi paga, come mi devo comportare?

La fattura va sempre emessa entro i 12 giorni dalla prestazione del servizio, indipendentemente dal fatto che venga incassata o meno. Se non viene incassata, bisogna segnalarlo al proprio commercialista che ne terrà conto in fase di dichiarazione.

E allora, cosa ne pensi di questa fattura elettronica? Hai già trovato la soluzione più indicata per te? Se ti sono rimasti dubbi o domande sulla fatturazione elettronica, non esitare a lasciare un commento e ti ricordo che puoi richiedere una consulenza gratuita e senza impegno a Fiscozen, ottenendo anche 50€ di sconto sull’abbonamento annuale al loro servizio. Ti basterà cliccare su questo link*.

Al prossimo articolo e a presto!

Federica

*Ti segnalo che i link relativi a Fiscozen sono affiliati, perciò riceverò una commissione ad ogni registrazione andata a buon fine. Come ci tengo sempre a specificare non sono una commercialista ma una lavoratrice autonoma che racconta la propria esperienza perciò per qualsiasi dubbio fiscale, ti invito a rivolgerti ad un commercialista o alle consulenze di Fiscozen.

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